Trekking biblico in Galilea

da Nazaret a Cafarnao

Una guida in 11 tappe a piedi sulla via di Gesù

attraverso la Galilea, con percorsi a Gerusalemme e Betlemme

home  »  Il libro  »  Contenuti Extra  »  Annotazioni geologiche

Annotazioni geologiche

di Albino Quadrelli, geologo

Ad uno sguardo superficiale, il territorio di Israele non sembrerebbe interessato da eventi geologici particolarmente eccezionali. La realtà, invece, è molto diversa.

Terra e case in Galilea

È noto che nei villaggi e nelle città israeliane la maggior parte delle case e dei palazzi sono costruiti o rivestiti con blocchi di pietra calcarea chiara proveniente dagli strati rocciosi delle colline che caratterizzano la zona centrale del paese. Questa roccia, formatasi dalla sedimentazione di carbonato di calcio sul fondo di mari più o meno profondi, è stata deposta sopra un basamento formato da rocce molto più antiche costituite in prevalenza da graniti e rocce metamorfiche, come si può vedere nella penisola del Sinai.

Si notano, però, anche case costruite con blocchi di pietra nera, specialmente a Tiberiade e nell’antica Cafarnao: si tratta di blocchi di lava, cioè rocce formatesi a seguito di un’attività vulcanica che ha avuto luogo, in un passato geologico relativamente recente, nelle vicinanze della “valle” del Giordano e del Mar Morto. Ora, si sa che i vulcani sarebbero manifestazioni dovute nientemeno che alle conseguenze della “deriva” (allontanamento e/o collisione) dei continenti.

La valle del Giordano

La “valle” del Giordano non è una valle fluviale, cioè formatasi in seguito all’erosione delle rocce da parte del fiume, bensì una depressione formatasi per il progressivo sprofondamento del terreno (attualmente si trova tra i 200 ed i 400 metri sotto il livello del Mar Mediterraneo) in corrispondenza di un grande e profondo sistema di fratture della crosta terrestre analogo a quello che ha dato origine all’apertura dell’Oceano Atlantico (60 milioni di anni fa Africa e America del Sud erano infatti unite). Nella fase iniziale del fenomeno, lungo questa depressione che prosegue per migliaia di chilometri nel Golfo di Aqaba, nel Mar Rosso e fin nella Rift Valley in Kenia e Tanzania, si sono avute e tuttora si hanno manifestazioni vulcaniche, alcune vistose come il Kilimangiaro e quelle della Dancalia, altre più modeste come il vulcano che ha formato i Corni di Hattin, presso Tiberiade, e le colate laviche visibili nei pressi della strada romana ad ovest del Kibbutz Lavi e lungo le rive del lago di Tiberiade tra Tagba e Cafarnao.

Il Canyon di Gerico e il deserto di Giuda

Una vera valle fluviale è, invece, il canyon che da Gerico risale fin quasi a Gerusalemme, essendo stato scavato dall’azione erosiva delle acque del wadi el-Kelt. Analogamente a quanto succede nel Gran Canyon degli Stati Uniti, le pareti verticali di questo canyon mettono in mostra la potente successione di strati rocciosi, formata in prevalenza da calcari, su cui si estende il sovrastante deserto di Giuda. A differenza del Sahara, infatti, questo deserto non è formato da dune di sabbia: il suo attuale aspetto morfologico (un rincorrersi di forme arrotondate di particolare suggestione) dipende dall’erosione e dissoluzione (carsismo) dei calcari, in particolare quelli più superficiali, da parte delle acque meteoriche. Parte di queste acque, scorrendo in superficie, viene convogliata da una fitta rete di rigagnoli verso il wadi (corso d’acqua generalmente asciutto tranne che dopo grandi piogge), parte, invece, viene assorbita negli strati calcarei per poi riapparire sotto forma di sorgenti la cui captazione e canalizzazione, realizzate fin dall’antichità, permettono l’esistenza di piccole oasi sul fondo del canyon (San Giorgio in Kotziba) e l’alimentazione di acquedotti tuttora in funzione.

Il fenomeno del carsismo e il Mar Morto

In altri luoghi (come a Betlemme e Nazaret) il carsismo delle rocce calcaree ha formato grotte e caverne che sono state utilizzate nell’antichità come abitazione per gli uomini e ricovero per gli animali.

Un’altra situazione, legata alla depressione del Mar Morto, sembra addirittura un enigma: come può, infatti, un fiume (il Giordano) che nasce da un lago (di Tiberiade), entrambi con acqua dolce, dar luogo ad un lago salato (Mar Morto) avente un tasso di salinità di molto superiore a quello del Mar Rosso? Ciò si spiega con il fatto che, per l’assenza di emissari e la forte evaporazione dovuta alle alte temperature che si registrano nella depressione, l’acqua del Mar Morto si arricchisce sempre più dei sali minerali contenuti nelle rocce che vengono disciolti dalle acque piovane e poi trasportati in soluzione dai suoi immissari. In particolare uno di questi nasce e scorre nella regione di Sodoma, a sud-ovest del Mar Morto, che è caratterizzata dalla presenza di una spessa coltre di rocce evaporitiche ricche di solfati (gessi) e cloruri (salgemma), deposte in un preesistente e molto più antico lago salato.

Community
Hai fatto il trekking? Inviaci la tua testimonianza
e le tue foto!
continua.....
Ho fatto trekking più volte, montagna alte vie, cammino di santiago, ecc.. mi interessano molto proposte di ..
Pietro C.
Una guida completa e dettagliata, anche per chi non farà il trekking ma ama la Terra Santa e vuole approfondirne la ..
Mario
Trekking bellissimo, lo abbiamo fatto in gruppo a maggio, stagione stupenda, la Galilea è molto bella, tranquilla e ..
Marta e Silvio
Il trekking è stata una splendida esperienza da suggerire e consigliare a tutti quelli che lo possono ..
Roberta
Il percorso sembra molto interessante, intanto ho già ordinato il libro. Mi piacerebbe fare il percorso a piedi questa ..
Adele
Seguici su..

Iscriviti alla nostra Newsletter